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CERCATORI DI VISIONE – Il nuovo libro di J.C. Escobar

Circa un anno fa venni contatto da un amico per scrivere la prefazione alla versione italiana del libro di Juan Carlos Escobar, già presidente delle “Assemblee di Dio” in Spagna. Il libro s’intitola:  “Cercatori di Visione”. Il testo ha poi intrapreso una strada editoriale diversa da quella inizialmente prospettata e la mia prefazione non si è più resa necessaria.

Tuttavia, avendola comunque scritta lo scorso anno, e sperando di fare cosa gradita all’autore quanto all’editore, condivido con i lettori del mio blog ciò che scrissi un anno fa, su questo libro, davvero di grande ispirazione, auspicando quindi di promuoverne la diffusione.

Buona lettura!

 

Juan Carlos Escobar 

CERCATORI DI VISIONE

ADI-Media, Roma, 2018 

Acquista il libro

 

 

La lettura di questo libro mi ha illuminato. Mi ha reso consapevole di ciò che in realtà avevo da tempo intuito, ma che Juan Carlos Escobar ha ben descritto e spiegato: il valore di possedere una visione e vivere ogni giorno per attuarla.

A volte pensiamo che la visione sia prerogativa di un gruppo di persone, credenti o leader. Possiamo incorrere nel pericolo di credere che sia qualcosa che possono avere solo i pastori. Ma così non è. La visione, come chiarisce l’Autore, fa parte della vita quotidiana di un figlio di Dio.

Come possiamo pensare di vivere senza inseguire la visione che Dio ci ha donato?

Ecco perché leggendo questo pregevole libro, ho compreso che ogni mattina, un credente, deve chiedere a Dio di non dimenticare che su questa terra “viviamo per fede”, avendo una “beata speranza” nel nostro Signore Gesù Cristo, e continuando a custodire nel nostro cuore la visione che Dio ci ha rivelato quando abbiamo deciso di seguirLo ed amarLo.

Attenzione: non crediate sia semplice. Escobar lo chiarisce subito: credere in una visione significa vedere dove altri non vedono. Tutto questo potrà generare anche incomprensioni e difficoltà. Ma non bisogna mollare. Del resto è Dio che deve approvarci, non di certo un uomo.

Ritengo che questo libro sia molto utile alle chiese. In particolar modo nella parte in cui Escobar affronta il tema legato alle profezie ed al ruolo del profeta. Sembra che la chiesa di oggi abbia dimenticato cosa significhi ascoltare un profeta. Non se ne parla, non ci curiamo degli uomini ai quali Dio ha dato questo dono. Rischiamo di semplificare un po’ troppo i ministeri, pensando che il profeta sia una figura legata ai tempi dell’Antico Testamento. Ma non è così!

Ecco perché ringrazio Escobar: lui ha il merito in questo libro di aver approfondito questo aspetto. Ricordando al lettore che una chiesa profetica, è una chiesa benedetta. Essa però deve anche saper intercettare quale può e deve essere la visione comune per tutti, lasciando poi ad ogni singolo la libertà e l’opportunità di coltivare anche i doni, talenti ed, appunto, visioni, che Dio elargisce con generosità a tutti noi. Non pensate che siano inconciliabili le due strade, anzi. Ci si alimenta di una visione comune per poi avere gli strumenti per realizzare la propria.

Ricordo che nell’ultimo anno di liceo, la nostra insegnante, entrò in classe e scrisse a caratteri cubitali sulla lavagna: “Adoperatevi”. Ci spiegò che nella vita se vogliamo realizzare i nostri sogni e speranze, è necessario adoperarsi, attivarsi e credere di poter raggiungere ciò che desideriamo. Applichiamo questo concetto alla fede. Adoperiamoci ogni giorno, dimostrando a Dio che noi facciamo la nostra parte. Il nostro dovere. Il miracolo poi spetta a Lui. Noi ci disponiamo per essere strumenti nelle Sue mani potenti.

Infine credo che in tempi in cui giustamente si approfondiscono temi come la leadership spirituale, pastorale e carismatica, questo libro di Escobar sia un’opera che “completi il quadro”. Perché un leader è ben equipaggiato, e riuscirà ad influenzare altri, se possiede una visione. La visione di Dio.

Come disse un saggio teologo irlandese: “La visione è l’arte di vedere cose invisibili”. Ecco, se vogliamo fare la differenza, dobbiamo poter e saper andare oltre il visibile. Allora impareremo a credere sempre di più nell’invisibile, ovvero in Dio. Sarà Lui ad indicarci la strada. E saremo, dunque, uomini e donne che vivono per fede e con una visione.

Non ci scoraggiamo se a volte ci capita di non “vedere bene”, di “non mettere a fuoco” e “non decifrare” completamente il disegno di Dio per la nostra vita. Questo ci ricorda che siamo semplicemente su questa terra, e come ci ricorda l’Apostolo Paolo nella Prima Lettera ai Corinzi al capitolo 13, un giorno, nel Cielo, comprenderemo pienamente, e ci sarà tutto molto più chiaro.

Ecco, appunto, bisogna vivere ogni giorno in virtù di questa speranza e visione eterna.

Buona lettura!

 

Alessandro Iovino

scrittore

 

 

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