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GIACOMO ORLANDO – “LA VOCE NEL DESERTO. DA SERVO DI SATANA A SERVO DI DIO”

Nel settembre del 2017 ho avuto l’onore di accompagnare il Senatore Lucio Malan all’apertura dell’anno accademico della Sheperd University a Como. Nella cerimonia furono anche consegnati alcuni diplomi di laurea. Uno di questi fu conferito a Giacomo Orlando, di origini siciliane, che nel prendere la parola per una parola di saluto, si emozionò non poco nel ringraziare tutti, soprattutto Dio, per il grande miracolo compiuto nella sua vita. Inefetti fu una testimonianza spirituale di grande impatto, breve ma coinvolgente, che colpì molto me ed il senatore Malan, invitato per tenere la prolusione accademica in questa speciale occasione. Alla fine della cerimonia, ci salutammo. Giacomo si mostrò molto affabile, fraterno e amichevole. Mi disse che mi avrebbe scritto, voleva vedermi per raccontarmi bene la sua incredibile storia.

Dopo un paio di mesi ci siamo visti a Napoli ed ho avuto modo di ascoltare con la dovuta calma la storia di Giacomo. Una full immersion di due ore in cui ho letto negli occhi di quest’uomo tanta sofferenza, tanto dolore ma anche tanto amore per Dio. Mentre parlava, interotto solo da qualche mia domanda, ha pianto. Ma non solo ricordando alcuni trisiti episodi della sua vita, ma ha pianto di gioia nel raccontare ciò che Dio ha compiuto nella sua vita.

Ma procediamo con ordine.

Giacomo è nato Palermo. Una difficile infanzia dovuta per lo più alla complessa figura paterna. Suo padre infatti era coivolto nella malavita e la madre era vittima di un brutto presagio: la magia nera. Giacomo nel descrivermi la sua vita, soprattutto l’infanzia, non usa mezzi termini. E’ chiaro, molto diretto: “…ho vissuto l’inferno…”.

Ammirava però suo padre, ne voleva emulare le gesta. In giovane età si trasferì a Napoli, anche se si portava dietro un retaggio tipico del mafioso sicialiano. Lui infatti non amava apparire, agiva nel slenzio e nell’ombra. A differenza del profilo di un classico cammorrista napoletano, più abituato ad un esercizio del potere anche fisico e plateale, Giacomo preferisce essere sfuggente, invisibile e per questo molto abile a costruirsi una sua personalità mafiosa. A Napoli trovò la donna della sua vita, che decide di sposare. Negli anni ’90 compie un viaggio in Colombia che gli cambiò la vita. Pensava che per svoltare avrebbe dovuto mettere su una propria struttura mafiosa, che non dipendesse da nessuno. Decise di andare direttamente alla fonte per aprirsi un suo canale per il traffico di droga. Dopo incredibili avvenimenti, vissuti da solo nel difficile e pericoloso paese colomabiano, viene fermato in Spagna con 3kg di cocaina. Arrivò così per lui un momento difficile, perchè viene condannato ad 8 anni di reclusione. In prigione fece un uso più sistematico e continuo di cocaina. La sua situazione, lontano da casa, in una nazione straniera, vittima di pericolosi vizi, era ormai drammatica. Anche se giovane, aveva visto in questo suo percorso, fatto di ambizione di potere e bramosia di danaro, molti morti, amici ammazzati, persone distrutte dalla cocaina. Giacomo si fece quasi veemente nel suo racconto: “Alssandro ti garantisco che la cocaina è l’oro di Satana!”. Una trappola mortale, che non lascia per la gran parte una via di scampo.

Ed è in questa fase, che dal buio Giacomo finisce nelle tenebre più profonde. Inizia a soffrire di paranoie e stati d’ansia. Gli viene disgnosticata una sindrome depressiva esplosiva. Tentò il suicidio più volte, ma non riesce a porre fine alla sua esistenza.

Mentre nella sua vita regnava il male, sua moglie a Napoli conosce Dio. In maniera vera e profonda. Intima e autentica. Giacomo però non vedeva la moglie da 4 anni. Nella sua mente e nel suore cuore esisteva solo un sentimento: l’odio. Odio per chi l’ha abbandonato, odio per chi non l’ha aiutato e ha lasciato la sua famiglia, moglie  e figli, nella più totale povertà. Eppure sua moglie trova la forza di raggingerlo per dargli la notizia: “Giacomo, ascolta, sono vneuta fin qui per dirti che ho conosciuto Gesù!”. Rimase incredulo. Anche infastidito perché in quel poco tempo a disposizione la moglie disse: “Tu ti convertirai e predicherai Gesù!”.

Giacomo non la prese bene. Si fece mille domande, però iniziò a riflettere. La chiesa evangelica della moglie le aveva pagato il biglietto aereo. Era venuta fin in Spagna per quale motivo? Era forse tutto vero?

Giacomo dopo vari tormenti, viene invitato a partecipare in Spagna, nel carcere, ad un culto evangelico. Tutta la sua misera vita, le ambizioni mafiose, il vizio delle droga ed il grande odio per tutti, iniziarono per la prima volta ad essere meno gravosi, e si fece spazio la pace di Cristo!

In quelle mura di sofferenza, Giacomo trovò Gesù! Chiamò subito la moglie, condivise con lei la gioia: Dio lo aveva liberato dai suoi mostri! Da Satana a Dio. Questa è la storia di Giacomo. Un percorso non facile, molto in salita. Dopo alcuni anni si affacciò nel suo corpo il cancro. Pregò ardentmente Dio, gli promise fedeltà eterna, e venne guarito. Scontata la pena, trovò nella Chiesa della Cittadella la sua famiglia spirituale. Nel pastore Paolo Malerba, il suo padre spirituale, ma non solo.

Dignità. Ecco che per la prima volta, da quando era nato, Giacomo inziziava ad essere un uomo dignitoso.

Non sorpredetevi di ciò che è stato Giacomo. Il miracolo, è vedere ciò che lui oggi è. Un uomo di Dio. Un predicatore dell’Evangelo.

Mi emozionai quando lo vidi alla Sheperd University. Lui che aveva conosciuto la scuola della vita, della strada e della sofferenza, aveva il desiderio dierudirsi per meglio onorare Cristo.

Lui ama definirsi una “voce nel deserto”, che fino all’ultimo giorno della sua vita, onorerà Cristo, con determinazione.

Mentre Giacomo parlava, piangeva, gioiva e raccontava la sua storia, in cuor mio sentivo il suono di quel verso che dice: “Dio ha scelto le cose ignobili del mondo e le cose disprezzate, anzi le cose che non sono, per ridurre al niente le cose che sono”. (I Corinzi 1:28)

Questa è la storia di Giacomo, la storia di un uomo che da servo di Satana, è diventato oggi un servo di Dio.

 

3 Comments

  1. Walther ha detto:

    Gloria al Vivente Signore del mondo ! Amen we Amen

  2. Daniela De Vivo ha detto:

    Pace fratello caro
    I tuoi articoli sono meticolosi precisi diretti …trasferiscono al lettore smpre. Un messaggio forte con la semplicità che contraddistingue i credenti
    Grazie.

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