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“IL SOLE 24 ORE” – RECENSIONE CARDINALE G.RAVASI: “PENTECOSTALI PRESENZA SPIRITUALE VIVA”

In occasione del 500° anniversario della Riforma Protestante, il Cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura del Vaticano, riconosciuto come uno dei massimi biblisti al mondo e scrittore di fama internazionale, ha recensito il 29 ottobre 2017 sulle pagine de “Il Sole 24 Ore” il libro di Alessandro Iovino, Salvatore Esposito e Dayana Di Iorio “Liberi per Servire. Le Assemblee di Dio nella storia repubblicana” (Edizioni EUN, 2017).

In particolare, all’interno della pagina “Religioni e Società”, il Cardinale Ravasi nel suo lungo articolo dedicato alla figura della moglie di Martin Lutero, ha dedicato un lungo spazio al libro “Liberi per servire” in riferimento alla storia dei pentecostali e al lavoro di ricerca sulle ADI condotto dagli autori.

In particolare ecco le parole del Cardinale Ravasi:

«In un certo senso possiamo assegnare queste caratteristiche anche al terzo soggetto che introduciamo: sono le cosiddette Assemblee di Dio che incarnano un “pentecostalismo” di genesi americana, ma espanso in altri continenti e quindi anche in Italia. È considerato come una sorta di “risveglio” all’interno del protestantesimo storico, un “revival” spirituale che ora tre autori studiano nel suo manifestarsi storico soprattutto nella nostra storia repubblicana.

Sorte nel 1914 a Hot Springs come un network, le Assemblee di Dio sono poi divenute una “denominazione” con una sua identità che si ramifica in diverse comunità nazionali autonome per un totale di 67 milioni di fedeli. In Italia, dopo la persecuzione fascista, si sono costituite con un riconoscimento giuridico e con un’Intesa di Stato, dotandosi di varie sedi, di un istituto di formazione, di opere di assistenza e associando circa 150.000 fedeli. Un volume ne ricostruisce ora la vicenda storica sulla base anche della documentazione archivistica delle singole comunità disseminate nel nostro paese, soprattutto nel Meridione, ricomponendo anche la rete delle relazioni internazionali e di quelle con lo Stato italiano a partire dalla Costituente. A quest’ultimo riguardo è significativa l’introduzione della nozione di libertà di culto che permise al movimento pentecostale di uscire alla luce del sole. Rilevante fu l’opera di un deputato che avrebbe attraversato a lungo la storia repubblicana, l’on. Luigi Preti (1914-2009): fu lui a far sopprimere il riferimento alle limitazioni per l’esercizio del culto non cattolico. Una storia, certo, di minoranze che hanno però una loro presenza spirituale e sociale viva nel mosaico della nostra comunità nazionale».

 

Gianfranco Ravasi, La santa moglie di Lutero, in «Il Sole 24 Ore», Anno 153, numero 292, p. 32, Milano, domenica – 29 ottobre 2017.

2 Comments

  1. Claudio Franco ha detto:

    Bene. E ora che Ravasi ci ha riconosciuti come credenti spiritualmente vivi e attivi dobbiamo essere più contenti? Avevamo bisogno di un riconoscimento cattolico? Forse sperano di accorparci con altre realtà religiose sotto la cupola vaticana con questo elogio? Non faremo mai parte di Babilonia.

    • Alessandro Iovino ha detto:

      Mi domando: perchè ci vedete sempre questi disegni dietro una semplice recensione che ha un valore accademico. Punto. Abbiamo scritto un libro, ed è stato recensito. Tutto qui. Ma quale Babilonia e cupola? Davvero non capisco…

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