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INCONTRO CON DIEGO DELLA VALLE

Clemente Mastella. E’ stato questo il punto in comune tra me e Diego Della Valle. E l’onorevole Mastella, candidato a sindaco a Benevento, è stato di parola. Mi ha fatto incontrare Della Valle, come mi disse poco più di un mese fa. Devo dire che fin dai tempi delle mie estati capresi, quando ero poco più che un adolescente, l’attenzione dei media dell’isola più mondana al mondo, erano tutte rivolte al trio Della Valle, Montezemolo, Carlo Rossella, quando questi ultimi passeggiavano per la Piazzetta e i vicoletti di Capri. 

Ma spuntava sempre poi Clemente Mastella. Il trio si trasformava poi in quartetto. E mi sono chiesto sempre da cosa nascesse questa amicizia. Chi conosce la storia di Della Valle, della sua avversione verso molti politici, capisce ciò che voglio dire. Cosa c’entrano queste due persone, cosa hanno in comune?

Beh, qualcosa che forse si spiega senza alcuna logica politica.Si tratta di Amicizia. Amicizia che è durata nel tempo. E l’intervento di Della Valle alla chiusura della campagna elettorale di Mastella a Benevento lo ha dimostrato. Qui non è politica, ma qualcosa che va al di là.

E come da copione ecco arrivare in questo caldo pomeriggio beneventano Carlo Rossella, presidente Medusa Film e, invece di Montezemolo, arriva Maurizio De Giovanni, uno degli scrittori più in auge in questo momento in Italia. Mastella ci ha saputo fare. 

Insomma, in questo clima, qualche minuto prima di tutto questo, attendo l’arrivo di Della Valle al President Hotel. Mastella mi informa via sms che il patron di Hogan è arrivato, stanno raggiungendo l’hotel. Sono puntuali. Della Valle fa il grande ingresso e Mastella, che mi intravede da lontano, mi convoca subito a gran voce, davanti a tutti i giornalisti. Noi meridionali, siamo fatti così. Mastella mi presenta e Diego Della Valle è più misurato, composto, parla quasi sotto voce. Ma mostra grande interesse per il mio libro su Alfonso Melluso, fondatore del Calzaturificio omonimo. Ma spiego subito che questo è un libro che narra più che altro le vicende spirituali di questo imprenditore campano. E qui scatta la curiosità di Della Valle. Perchè, tutto sommato, molti hanno avuto successo nel fare impresa ma nella vita questo non basta. Diverso è il caso, quindi, di chi antepone all’impresa la fede. E la vita di Alfonso Melluso e della sua famiglia lo dimostra.

Poi ha letto la quarta di copertina, con molta attenzione. C’è una frase che i fedeli della Chiesa di Secondigliano, pasturata da Melluso per molti decenni, hanno dedicato al loro pastore: “…il mondo misura la grandezza di un uomo in base al numero di persone che lo servono, il metro del cielo invece, misura un uomo dal numero di persone da lui servite …”. Da qui abbiamo parlato di cosa significasse servire, ed ho spiegato cosa intendessero quei credenti. Un servizio reso ad un uomo, ma a Dio, il Signore. 

E mi ha colpito il fatto che non ha mollato il libro per un secondo. L’ha tenuto con sè anche quando era rincorso dai giornalisti, e questo mi fa ben sperare che lo leggerà. 

 

Ci siamo ripromessi di rivederci. Poi, pacatamente, mi ha salutato. Ed è andato ad onorare con un comizio il suo, il nostro, amico Clemente Mastella. 


Chi l’avrebbe detto, che strane coincidenze ed incroci: io, Mastella, Benevento e Della Valle.

 

P.S. Grazie al mio amico Vincenzo Izzo, beneventano dal cuore grande, al quale auguro ogni bene e di sedere nel prossimo consiglio comunale di Benevento. 

 

Ecco la video intervista:

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