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Iovino: “Caro Di Battista, ti sbagli! Le chiese evangeliche non sono delle sétte!”

Iovino: “Caro Di Battista, ti sbagli! Le chiese evangeliche non sono delle sétte!”

Alessandro Iovino, giornalista e storico, autore di diversi volumi sulla storia evangelica e relatore in convegni internazionali in Italia e all’estero sul movimento pentecostale, in seguito ad un lungo reportage dell’ex parlamentare del Movimento 5 Stelle Alessandro Di Battista, apparso domenica 28 ottobre 2018 sul Fatto Quotidiano, intitolato “Le sette evangeliche sono i nuovi conquistadores”, ha dichiarato quanto segue:

 

«Nello stesso giorno in cui usciva il reportage di Di Battista sulle pagine del Fatto, Andrea Camilleri, in diretta televisiva su RaiUno da Fazio, dichiarava:

Stiamo perdendo la misura, il peso della parola, le parole sono pietre, possono trasformarsi in pallottole. Bisogna pesare ogni parola che si dice e far cessare questo vento dell’odio, che è veramente atroce  e lo si sente palpabile intorno a noi”.

Questo vale per tutti, la condanna di Camilleri credo includa ogni tipo di discriminazione. Di Battista prenda atto che con questo reportage ha alimentato luoghi comuni che sono nocivi per la comunità evangelica italiana e non solo. In particolare la parola sette riferita alle chiese evangeliche di ogni ordine e grado, è inaccettabile! Decenni di studi, convegni e ricerche affinché anche in seno accademico venga ormai riconosciuta una distinzione tra “chiese” e “sette”, rischiano di essere spazzate via da articoli di questo genere che godono di ampia diffusione. Oltre che una forzatura linguistica (la definizione sette rimanda nell’immaginario collettivo a qualcosa di negativo), resta anche inappropriato concettualmente. Oltre 500 milioni di fedeli nel mondo: gli evangelici, anche quelli inclusi nell’area pentecostale – i più numerosi nell’America latina e nel resto del mondo – sono figli della Riforma Protestante, tra i più grandi avvenimenti della storia moderna, che ha segnato uno spartiacque tra il mondo medievale e quello che oggi noi conosciamo, non solo sul piano religioso e spirituale, ma anche civile, sociale, economico e politico. Lo scorso anno abbiamo celebrato i 500 anni dall’affissione delle 95 tesi di Lutero.

Francamente speravo che il leader grillino, e lo stesso giornale per il quale lavora (solitamente attento a queste sfumature), potesse approfondire lo status del panorama evangelico latino con più dovizia e optare per un titolo che non prestasse il fianco a così facili ed equivoche estremizzazioni, perché come ha ricordato Camilleri, le parole hanno un peso.

Molte le allusioni ed associazioni del mondo evangelico alle dittature sud-americane. Non tutti gli evangelici sono stati o sono “santi”, è evidente. Come sarebbe miope negare che molte realtà che si definiscono evangeliche sono ambigue e si prestano a queste interpretazioni malevoli. Ma Di Battista ha visitato, come lui stesso fa capire attraverso le sue righe, una sola chiesa evangelica, di cui viene data notizia nel reportage. Insomma la teoria secondo la quale le chiese evangeliche siano colluse con le più oscure trame politiche del continente americano sono davvero spropositate. Troppe illazioni poi nel descrivere il rapporto con gli USA delle medesime….

Chi, come Di Battista, gode di un “pulpito” – mi si lasci passare questo termine evangelichese – così importante, ha il dovere di diffondere una sana informazione e non delle fake news. Le colonne di un giornale, non devono per forza essere delle tribune politiche. Leggendo l’articolo, sembra che si strumentalizzi la questione evangelica per un fine politico, per colpire il proliferare di governi di destra nelle regioni del Sud America e non solo. Mi pare molto riduttivo. Il tutto meriterebbe una più attenta analisi e si tratta di un fenomeno ben più complesso che sia io che Di Battista, non possiamo certo esaurire in un post.

Anni di persecuzione (il mio bis-nonno fu incarcerato negli anni del Fascismo), lotte per la difesa della libertà religiosa e battagli civili nell’era repubblicana per la tutela delle minoranze religiose, non possono essere mortificate da un titolo ad effetto che induce il lettore ad un approccio così negativo nei confronti degli evangelici.

Non “pretendiamo” nulla di particolare come popolo evangelico, se non altro che l’ex deputato possa dedicare un reportage alla comunità evangelica italiana quando rientrerà nel nostro paese. E magari fare un giro per le chiese evangeliche. Non delle sette, ma delle chiese, molte delle quali rivestono un ruolo importante nell’assistenza degli ultimi, dei poveri e dei disagiati nella nostra Italia.

L’evangelico, in realtà, per definizione, brama, è vero, una conquista: quella delle anime. Anime da conquistare a Cristo. Questo, tra l’altro, dovrebbe essere la missione di ogni buon Cristiano, ovvero seguace di Cristo.

Eppure non posso che concludere con una nota positiva, che mi incoraggia. Una parte del reportage che ho apprezzato. Ecco Di Battista raccontare:

“A Oaxaca, in Messico, ho conosciuto un ragazzo che gestisce una ristorante. Una persona squisita. Mi ha confidato che nella fede evangelica ha trovato la forza di finirla con un passato non proprio semplice e le sue parole erano sincere….”

Queste sono le storie che rendono onore non solo alla fede evangelica  – e Di Battista, se vuole, anche qui in Italia ne potrà ascoltare davvero tante – ma soprattutto all’opera di Dio. 

Provare per credere » .

 

Alessandro Iovino

14 Comments

  1. Luigi ha detto:

    Signore perdona chi non conosce la verità 🙏

  2. Ivano ha detto:

    Grazie per il chiarimento e per aver inserito il movimento evangelico nell’alveo della Riforma. Mi fa davvero piacere. Il fatto è Debba non ha tutti i torti e un bel po’ di autocritica dobbiamo farla. Di “sette” evangeliche, e non chiese evangeliche, ce ne sono davvero tante e stanno infangando il buon nome di Gesù, dell’Evangelo e del Cristianesimo intero. Sono tutte quelle realtà che manipolano le persone, monopolizzano lo Spirito e la Salvezza facendoli passare per un mediatore unico (che sia il Papa, il sacerdote, il pastore o il profeta-guaritore poco cambia) e limitandoli al perimetro della chiesa-setta (Cattolico romana o evangelica che sia). Suoniamo l’allarme e prendiamo le distanze dalle nuove Chiese della prosperità in franchising; prendiamo la distanza da chi sta trasformando l’vangelo in uno Showbiz, creando una vera rete fraterna fatta di comunione, spezzando insieme il pane con gli ultimi di questo mondo.

  3. David mortelliti ha detto:

    Grazie per l’impegno di osservatore evangelico e apologetico dell’opera di Dio.
    Possa il Signore continuare a guidarti e usarti in maniera particolare .

  4. Bruno D'Andrea ha detto:

    Potete pubblicarlo tranquillamente.
    Il buon Diba questa volta ha preso un abbaglio può capitare gli basta solo approfondire e sono certo capirà ..

  5. Giuseppe Settembre ha detto:

    Un articolo lineare e concettualmente chiaro per tutti. Che DIO ti benedica e possa usarti di te per evidenziare il vero senso della parola che spesso viene scritto senza aver compreso il vero significato e la realtà.

  6. Renato Mottola ha detto:

    Come sempre tempestivo, preciso esauriente.
    Sono grato a Dio, che abbiamo giovani, tra le nostre chiese, in grado di rispondere a tali accuse e non solo

  7. Salvatore medaglia ha detto:

    La disinformazione in questo campo è purtroppo ancora oggi molto grande, ma grazie a Dio ci sono perdone che si battono per far conoscere la realtà delle nostre chiese evangeliche.

  8. Di Martino Salvatore ha detto:

    Io sono uno che ho avuto ed ho ancora stima per Alessandro Di Battista e sono anche un sostenitore del M5 stelle.Ma sono rimasto male a quelle sue dichiarazioni. tanti fratelli evangelici abbiamo pregato il Signore affinché questi ragazzi potevano arrivare al governo del Paese.Spero con tutto il cuore che possa incontrare le realtà evangeliche italiane che operano per il bene della nazione con fede nel nome del Signore Gesù.

  9. Giovanni ha detto:

    Scusa Alessandro ma a Di Battista gli hai scritto?

  10. Rabitti Glauco ha detto:

    Grazie fratello Alessandro forse il signore. Di Battista di dimentica che i credenti evangelici
    nel mondo sono tra i più perseguitati. Si calcola che più del 70% dei credenti subiscono persecuzioni più o meno violente. Recentissimamente in Cina il governo ha fatto chiudere migliaia di chiese e per chi lavora per il governo deve firmare una lettera di rinuncia al cristianesimo se vuole continuare a lavorare in Cina si calcola cge u credenti sfiirno il 10%della popolazione. Caro Alessandro un post su questo tema al signor. Di Battista farebbe bene che la fede in Cristo costa.

  11. Fratello Roberto ha detto:

    Caro Alessandro, grazie per le tue esternazioni e per il tuo lavoro.
    Due piccoli affettuosi appunti..
    Noi non siamo figli della riforma! Seppure l’enorme impatto del ministero luterino non si possa negare ed è evidente che segni la storia come un monumentale spartiacque, studiare nel dettaglio la storia della chiesa mostra chiaramente che sempre, anche nei momenti più bui della storia, Dio ha avuto un popolo che è rimasto fedelmente fondato sulla verità della Scrittura e mosso dal potere dello Spirito Santo.
    Ovviamente non è il luogo adatto a disquisizioni sui movimenti ereticali, o sugli itineranti valdesi, o altre mille manifestazioni di quanto affermo.
    No, non siamo figli di Lutero ne deluso razzismo, antisemitismo ed altre posizioni totalmente inconciliabili con la verità biblica.

    La seconda cosa che desidero dirti, come vecchio papà se mi permetti.. la forma!
    Anche messaggi di questa importanza, senza una corretta forma metrica ed espositiva possono risultare claudicanti e perdere l’impatto emotivo e lo scorrere narrativo necessario.
    Spero tu non me ne voglia per questa mia bonaria reprimenda.
    Ti mando un caloroso abbraccio.

  12. Renato ha detto:

    Amen…saremo lieti di accoglierlo e dargli testimonianza anche in Svizzera di come la Chiesa di Cristo non è una setta ed cui ci sarebbe tanto da dire…
    Shalom e buon tempo a tutti…Rimaniamo uniti in preghiera per le nostre autoritá ..
    Romani 13
    Dio è con noi

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