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“POPOLO EVANGELICO, SII PRUDENTE! CON ISRAELE (E QUINDI DIO) NON SI SCHERZA!”

“POPOLO EVANGELICO, SII PRUDENTE! CON ISRAELE (E QUINDI DIO) NON SI  SCHERZA!”

 

Se pensate di leggere questo articolo ed avere le risposte a tutte le vostre domande, vi prego di non perdere tempo: non sarà così. Preferisco che non mi leggiate.

Non ho nulla da pontificare ed insegnare su questo argomento. Ho semplicemente l’obiettivo di raccontare – come sempre faccio quando mi occupo di una cronaca giornalistica – delle conferenze tenutesi a Palermo e Catania “Uniti verso la Radice. Giudea ieri, oggi e domani con la chiesa cristiana unita”. In molti hanno “gridato allo scandalo”, in tanti all’apostasia, mentre dall’altra parte si è parlato di eventi profetici. Pare evidente a tutti che la scelta di tenere questi incontri in una chiesa evangelica non sia stata molto felice, ma più avanti affronterò anche questo argomento che ha così diviso il mondo evangelico.

Chi esagera in un modo, chi nell’altro.

Chi enfatizza, chi demonizza.

Eppure io faccio subito il mio appello: “Popolo Evangelico Italiano, sii prudente! Con Israele e con Dio, non si scherza!”. Il mio, credetemi, non è un appello rivolto agli uni piuttosto che  agli altri. E’ “bipartisan”. Trasversale. Rivolto a tutti. Vorrei invitare i leader evangelici a mettere “i piedi per terra”: sia chi ha sostenuto questo evento, sia chi l’ha denigrato. Bisogna capire che, forse, non siamo certo noi il centro del mondo.

Per questo, io vi pongo una semplice descrizione dei fatti, accompagnata come ovvio che sia da ciò che ho percepito. Di ciò che ho visto e udito. Perché, vi confesso, che per quanto mi riguarda, considero l’argomento così serio, spiritualmente delicato e teologicamente complesso, che prima di arrivare a conclusioni affrettate io mi fermo a riflettere per poi studiare, sempre ed ancora di più.

Ma urge una chiarificazione, a caldo, di ciò che è successo.

Dal mio, personale, punto di vista.

 

ANTEFATTO

Come molti sanno sono uno dei collaboratori parlamentari del Senatore Lucio Malan, questore del Senato della Repubblica. Il Senatore Malan si interessa da oltre 15 anni di Israele. Da un punto di vista politico e religioso. Tanto da essere una delle voci più autorevoli sul tema. Per tanto, ogni qual volta in Italia si organizzano eventi che hanno come tema “Israele”, di ogni tipo, il Senatore viene interpellato. E partecipa molto volentieri, cercando di non mancare mai, in qualsiasi sede, e di dare un contributo autorevole sul tema. In tal senso, e per il ruolo istituzionale che ricopre, è stato invitato in questi eventi “Uniti verso la Radice”. Con molto onore, come capitato in altre occasioni, l’ho accompagnato (ricordo, per esempio, diversi anni fa andai con lui nel quartiere ebraico di Roma per una memorabile conferenza su Israele con il Rabbino Capo di Roma). Per tanto, la sua presenza, come la mia, al di là delle nostre appartenenze confessionali, non ha assunto nessun significato religioso: era una conferenza in cui è stata richiesta la sua partecipazione in qualità di senatore della Repubblica. Io sono stato un suo “semplice” accompagnatore, con tanta voglia di apprendere ed imparare. Ogni strumentalizzazione riguardo la mia presenza, in virtù della mia appartenenza alle ADI, è pretestuosa e maliziosa. Com’è noto sono un “semplice credente”, senza nessun incarico nell’Opera ADI, ed ogni volta, pur appartenendo ad una chiesa, agisco per conto esclusivamente mio e mai della denominazione di provenienza.

Infine il senatore Malan è impegnato in prima linea nella difesa della causa d’Israele, schierandosi da tempo contro il boicottaggio commerciale dei prodotti israeliani, cosa che avviene anche in Italia. Una battaglia che mi vede convintamente d’accordo. Ma non aggiungo altro: al termine dell’articolo c’è un video in cui si può ascoltare l’intervento integrale del Senatore Lucio Malan. Vale la pena ascoltare.

 

“CONFERENZA”

Iniziamo a dare un nome preciso alle persone, ai luoghi ed ai fatti. Vedo che nessuno si è preoccupato di farlo. Forse anche gli organizzatori hanno trascurato questo aspetto. Non è dunque stata messa in atto nessuna cerimonia religiosa. Nessun “patto spirituale”. Ma una conferenza. Iniziamo a dare un nome alle cose: “conferenza su Israele”. E questo dovrebbe sgomberare il campo già da molti equivoci. Questa è stata la manifestazione di Palermo, alla quale ho partecipato: una conferenza. In ogni caso, la strumentalizzazione religiosa e spirituale di questi eventi, nell’uno o nell’altro senso, è azzardata, a mio modesto parere.

Nel preparare la visita del Senatore a Palermo, sono stato in contatto diretto con Walter Lento, capo di gabinetto dell’Ambasciatore Vicenzo Saladino, a sua volta capo delle strategie del governo di Hav Hevron. Una regione, quella della Giudea, non particolarmente popolosa, ma comunque storicamente rilevante d’Israele. La conferenza prevedeva anche la partecipazione del Ministro dell’Interno del governo d’Israele, all’ultimo poi disdetta. Forse andava comunicato per tempo, almeno ai diretti interessati. Ma era presente, invece, come da programma, il governatore di Hav Hevron, Yochai Damari.

Con toni molto enfatici, che io francamente avrei evitato, il governatore è stato accolto come il Re Davide dei nostri giorni. Per quanto evocativa come rappresentazione, avrei evitato di presentarlo in questi termini. Mi è parsa una “forzatura storica”. Detto ciò, ha avuto una calorosa accoglienza. Come lui, anche l’Ambasciatore Vincenzo Saladino. Per la prima volta ho visto di persona quest’uomo, che mi ha colpito per il garbo, la convinzione e la serietà con cui si è posto negli incontri privati e in quelli pubblici. Un uomo senza dubbio carismatico, che avverte il peso della responsabilità che ricopre.

Anche qui mi preme chiarire che “ambasciatore” non è inteso come dignitario di un paese con le credenziali diplomatiche, come comunemente intendiamo definire chi viene chiamato con questo appellativo. E’ un investitura che Saladino ha ricevuto direttamente dalle “mani” del governatore di Hav Hevron, come capo delle strategie per questo governo. Insomma, perché tutti capiscano, un “ambasciatore nel mondo” di questa illustre terra, ricca di significati, dal grande significato storico.

Inoltre provo normale empatia per Walter Lento, che ha profuso un notevole sforzo organizzativo per questi eventi. Essendo stato molte volte al suo posto, anche nel difficile ruolo di moderatore, ho patito spesso le medesime critiche, invettive e provocazioni. Come prima detto, avrei evitato alcuni toni enfatici, ma ho letto negli occhi di quest’uomo uno zelo sincero. Una passione che non mi sento, dati gli elementi a mia disposizione, di condannare o demonizzare. Come ho fatto a Palermo, e in diversi colloqui telefonici, continuerò ad informarmi, a fare domande, per cercare di capire ancora di più.

Walter mi aveva chiesto di produrre un reportage sull’evento. Sono stato chiaro: un tema così delicato, anche per le implicazioni spirituali, avrebbe comportato da parte mia molta obiettività, su tutto e tutti. Questo significa fare giornalismo.

Spero che lui, e chiunque leggerà, apprezzerà questa mia onestà.

 

ISRAELE: LE IMPLICAZIONI SPIRITUALI

Non nascondo che certi toni enfatici, come già ribadito, hanno prestato il fianco a fraintendimenti ed equivoci. Non entrerò nel merito di alcuni proclami su alcuni pastori, che rimangono nell’alveo di ministeri e vicende legate ai diretti interessati.

Certamente centrali in questa analisi, sono le posizioni del Pastore Lirio Porello, che non possono essere certo sminuite ed ignorate. A Palermo, è toccato a lui il difficile compito di affrontare la questione da un punto di vista teologico. Compito arduo, e invito tutti a guardare il video. Mi auguro di raggiungere presto il pastore Lirio per intervistarlo più approfonditamente su ciò che ha esposto. Si può essere in accordo o meno, ma Lirio Porello non difetta certo in chiarezza. Ha limpidamente spiegato le sua posizioni su questa tematica. Il passaggio più significativo nel suo speech, in riferimento anche al ruolo centrale dell’Italia, è stato: “Noi vogliamo creare un movimento mondiale per collaborare con Dio nell’adempimento delle profezie degli ultimi tempi!”. L’affermazione è forte, non nascondo che mi inquieta, da un punto di vista spirituale, non poco. E mi spingo oltre: da un punto di vista cristiano mi affascina pure. Quale credente non è sensibile a queste affermazioni?

Ma non nascondo che su questa questione, che poi è un cavallo di battaglia degli evangelici pro-Israele nel mondo, si concentra il nodo principale da un punto di vista teologico e spirituale sul quale intendo poi approfondirmi. Un’altra scuola di pensiero vuole la chiesa impegnata solo nella preghiera.

Ma la domanda è: solo pregare per Israele oppure pregare ed agire? Diamoci una risposta. 

Poi la questione della richiesta di “perdono” al popolo d’Israele a nome degli evangelici e addirittura degli Italiani, compiuta in Israele dai pastori Lirio Porello ed Enzo Incontro. Forse anche su questo, data la rappresentazione molto frastagliata del mondo evangelico in Italia, andava tutto comunicato con più cautela. In questo passaggio mi piacerebbe approfondire la questione con i diretti interessati.

Ho ricevuto alcuni spunti di riflessione da Antonio Volpicelli, esperto di storia d’Israele, che qui intendo condividervi.

Indubbiamente Israele riscalda il cuore dei credenti. E’ la Terra dove è nato, morto e risorto il Signore Gesù. Soprattutto la Terra dove ci sarà il Ritorno di Cristo. Non a Pechino, Washington o Roma. Ma Gerusalemme. Per questo, ed altri mille motivi, è una Terra così contesa. Nulla divide o unisce come Israele, anche tra i credenti. Troviamo chi è molto attivo nella sua difesa, chi invece ha posizioni molto caute nel perorare la causa del popolo ebraico. Come dicevo prima una scuola di pensiero vuole i credenti attivi nell’accelerare l’adempimento delle profezie bibliche. Ma c’è anche chi accusa parte del Cristianesimo di ignorare la radice, di trattare con indifferenza la “primogenitura”.

La preghiera non esclude il sostegno politico-economico. Il sostegno politico-economico non esclude la preghiera.

In un particolare passaggio, Volpicelli, mi ha fatto notare: “Non un terra da idolatrare, nemmeno un popolo da innalzare, ma sopra ogni cosa da amare”.

Se queste polemiche riguardo agli eventi di Palermo e Catania, ribadisco che se servono per discreditare Israele allora dico che bisogna fare attenzione. Come invito alla cautela nell’altro senso chi idolatra gli uomini e questa Terra. Come sempre equilibrio e non divisione tra fratelli.

 

ACCORDI ECONOMICI

Questo potrebbe essere l’aspetto più controverso  e difficile da spiegare. In molti hanno condannato i risvolti “commerciali” di questa faccenda. Io vi dico quello che ho visto. Il Governatore, nel fare il suo lavoro, ha promosso visite turistiche nella sua terra. Così come il suo staff, facendo leva anche sulla storicità biblica di queste terre. Sono stati proiettati dei video promozionali. Ricordo: eravamo in una conferenza, non in un culto, anche se il tutto si svolgeva in una chiesa. Quindi, onestamente, “nulla di stonato”. Insieme a ciò, l’appello ad imprenditori cristiani di guardare verso queste terre non solo con interesse storico ma anche commerciale. Ed anche qui, tutto legittimo.

Ancora una volta forse avrei evitato toni molto enfatici su probabili spedizioni di operai cristiani deputati alla costruzioni di nuovi insediamenti in quelle terre. E’ necessario essere chiari. In Italia molti vivono il dramma del lavoro, e su questo tema, non si deve essere superficiali.

Il governo di Hav Hevron, e chi lo rappresenta, ha paventato questa ipotesi, un piano strategico, che ognuno è libero di approfondire. Posso dirvi che c’è stato questo appello, e che le maestrie italiane sono particolarmente apprezzate ed ancor di più, i cristiani evangelici, dagli ebrei molto stimati anche per la condotta morale.

Tutto qui. Almeno quello che ho visto e sentito.

Non condivido i toni perentori e drammatici di chi ha condannato questo aspetto. Non ho altri elementi però per analizzare. Non mi è parso che ci sia dietro “un malefico intento”.

Molti non hanno la pazienza di aspettare. Il tempo darà le dovute risposte.

Su tutto.

 

 

DOCUMENTO CELEBRATIVO, NE’ GOVERNATIVO NE’ RELIGIOSO

Si sta facendo un “gran rumore” su questo documento che è stato firmato, anche dal Senatore Malan, e da molti leader evangelici. Per quanto anche questo rappresenti un gesto certamente eclatante e carico di significato, rimane un “documento morale”, non governativo, che sancisce il ricordo di questa giornata. Un “documento celebrativo” in cui si sostiene la causa d’Israele, il supporto nella preghiera e nell’azione, prendendo le distanze dai movimenti che boicottano politicamente e commercialmente Israele. L’impegno a supportare anche con iniziative concrete questa terra. Nulla di governativo, nulla di religioso.

 

 

LA SCRITTA “GESU’ CRISTO E’ Il SIGNORE”

Come ormai è chiaro a tutti, questi eventi avrebbero potuto svolgersi in location neutre, senza “scomodare” le chiese, ed evitare incidenti diplomatici. Ma su questo si sta ricamando molto. Con dosi eccessive di iper-spiritualismo e non poca malizia da parte dei detrattori. Predichiamo ad ogni piè sospinto che non sono i luoghi che salvano, non sono le chiese ad essere sacre. Ma che Cristo abita nei nostri cuori. Però poi tutti si scandalizzano nel vedere una scritta rimossa da un luogo di culto. Anche se noi non siamo idolatri…..

Resta però il fatto che è apparsa come una rinuncia a tutto ciò in cui crediamo e dal quale non si può prescindere: Gesù Cristo. Inutile negarlo.

Per la verità, se mi venisse chiesto un parere personale, risponderei che nella mia chiesa non avrei tolto la scritta. Ho anche però ascoltato il video comunicato del Pastore Ottavio Prato. Ho colto nel suo discorso del buon senso. Una spiegazione che si può non condividere, ma deve rimanere la stima per questo ministro di culto. Alcune sue spiegazioni mi hanno in parte convinto, altre meno. Ma registro la bontà spirituale del suo agire, per quanto mi riguarda. Quindi: “basta!”. Dovrebbero tutti fermarsi e riflettere su quanto ci ha comunicato. Con spirito di fratellanza e amore cristiano.

E poi faccio mie le esortazioni del pastore Nicola Spuria, che ha esposto il suo punto di vista con molta saggezza ed equilibrio: “Qualunque aiuto, manifestazione, accordo, viaggio o qualunque altra cosa si possa fare per manifestare la nostra vicinanza, come Chiesa, ad Israele, non può prescindere dal potente messaggio del Vangelo. Non può prescindere dal potente e meraviglioso nome del nostro Signore Gesù Cristo. Gesù è il Messia che Israele attende, in lui e solo in lui è la salvezza, ed in lui Giudei e Gentili sono stati resi un unico meraviglioso popolo. Se dessimo ogni nostro avere per sostenere Israele ma non predicassimo loro il Vangelo, se organizzassimo tutte le manifestazioni possibili per dimostrare la nostra fratellanza al popolo giudaico, ma non predicassimo il nome di Yeshua HaMaschiach, sarebbe tutto inutile”.

Ed ancora trovo preziose le parole del Pastore Francesco Romeo, mio caro amico, che con il pragmatismo che lo distingue, ha esortato i colleghi pastori: “Noi abbiamo esercitato una scelta, costretti dall’amore di Dio … tutto è discutibile e perfezionabile, senza mai distogliere lo sguardo da Gesù”. Ben detto. Sottoscrivo.

Quindi chi vuole continuare a cavalcare questa polemica, ha pur diritto di farlo, ma è pretestuosa. E’ vero: sono stati commessi errori, si presta ad equivoci, ma trovo la polemica molto strumentale.

Per me, dagli errori s’impara. Sbagliare è umano.

Ed ammesso che di errore si tratti (Dio solo sa quanti ne commetto) mi dispiace vedere che molti ministri di culto non perdonano. Ma per la Sua grazia, Dio sì.

Questo è ciò che conta.

 

 

IPER-CRITICISMO

Qualche tempo fa, con alcuni miei amici, si discuteva dell’implacabile spirito critico che caratterizza il mondo evangelico. Non nel senso di confronto e critica costruttiva, ma di una vera e propria volontà di demolire.

A tal proposito, il mio amico teologo Tony Morra, ha posto all’attenzione di tutti noi, un profondo articolo del Dr. Mike L. Brown (https://askdrbrown.org/library/two-christian-leaders-have-branded-me-dangerous-here’s-my). In questo scritto Brown centra il punto della questione: le ipercritiche fanno più male che bene. In soldoni questa riflessione “punta il dito” contro chi critica solo per abbattere e non per correggere. Si serve di un simbolo o di un pretesto, per distruggere tutto il resto. Non conta aver predicato chissà quanti sermoni, aver scritto decine di libri, aver insegnato a migliaia di credenti. Non è importante la reputazione che in tanti hanno del tuo ministero. Non conta tutto questo: basta una foto, una discutibile partecipazione per compromettere tutto. La rabbia sociale si riversa anche nelle chiese: i più pretendono che tutti condannino, pendino distanze da chiunque in un preciso momento è sotto in riflettori. Una vera e propria guerra al massacro. In cui poi a perderci sono tutti. “Se non prendi posizioni su tutto e tutti, se non usi parole forti, se non condanni, allora anche il tuo ministero è compromesso”.

Per questo ringrazio Tony per aver segnalato questo articolo ed il Dr. Brown per averlo scritto. Perché mi ha concettualizzato ciò che da tempo dentro di me avevo intuito.

Come in questo caso. Partecipi ad una conferenza: non s’interessano di ciò che hai da dire, ma vedono la foto e sparano, senza avere umiltà di chiedere.

Una vecchia storia, antica quanto il mondo. Ho nella mia vita intervistato persone e personaggi di ogni tipo. Da Capi di Stato a Premi Nobel. Molti li ammiravo, altri decisamente meno. Ma una foto non può essere la sintesi di un colloqui, un incontro e tantomeno di un’intervista.

 

CONCLUSIONI

Allora, mi direte: “Alessandro, ma cosa hai da dire infine su questi eventi? La tua posizione in poche parole?”

Non mi si dica di non aver preso posizione. Non ho risparmiato osservazioni e critiche (costruttive) a nessuno. Con amore e franchezza. Come si fa tra fratelli. Non condanno, ma non esalto. Osservo ed osserverò con sempre più interesse.

Ringrazio Claudio Bagno per avermi inoltrato un prezioso link (https://sites.google.com/site/confessionidifede/dichiarazione-di-willobank), che vi consiglio di leggere, sul documento di Willowbank sui rapporti con il mondo ebraico (1989). Giorni di studio e preghiera. Poi fu elaborato il documento.

Leggerlo per tutti sarà un bagno di umiltà. Non siamo stati né primi né saremo gli ultimi ad occuparci di questo.

Ancora studio e preghiera. Per me e per tanti che forse hanno parlato a sproposito.

 

Concludo con un particolare insegnamento di Baal Shem Tov (abbreviato in Besht) fondatore del chassidismo (movimento sorto per il rinnovamento dell’ortodossia ebraica) che insegnava che un individuo nasce con un numero stabilito di parole. Quando sono state tutte pronunciate quell’individuo muore. Di conseguenza, ogni parola che pronunciamo ci avvicina alla morte e dovremmo chiederci, ogni volta che stiamo per utilizzarla, se vale la pena morire per essa. Affascinante insegnamento, soprattutto per chi è convinto del potere delle parole e della riverente e conseguente necessità di non sprecarle.

E ciò che più conta, queste versi qui riportati sono la mia preghiera, e spero di tutto il mondo evangelico italiano, a prescindere da posizioni, strategie e pensieri:

“L’Evangelo è potenza di Dio per la salvezza di ogni credente; del Giudeo prima e poi del Greco” (Romani 1:16). 

“Fratelli ,il desiderio del mio cuore e la mia preghiera a Dio per Israele è che siano salvati” (Romani 10:1)

 

PS: Se ci sono informazioni errate, descrizioni non idonee, prego i diretti interessati di segnalarmelo o smentire.

 

Video dell’intervento del Senatore Lucio Malan:

 

 

17 Comments

  1. Corina Deme ha detto:

    Fratello Alessandro , Dio ti benedica grandemente !!
    Molto ben fatto il suo intervento sull’accaduto ,spero in tanti lo leggono e Dio visiti i loro cuori.
    Viva l’Eterno, sia lodato il suo nome per sempre!
    Benedico il popolo di Israele e tutti miei fratelli in Cristo Gesù il nostro eroe .

    • Maria Cageggi ha detto:

      Condivido appieno fratello tutto quello che hai scritto ma di una cosa non mi e chiara, anche che non era un incontro religioso il nome di Dio è stato menzionato, ma ignorato totalmente il nome Prezioso di Gesù Cristo, nome al di sopra di ogni altro nome sovranamente innalzato da Dio Padre, e non solo da un pastore ma da tutti coloro che hanno presieduto, e più della scritta e di questo che il popolo cristiano è rimasto turbato, lungi far polemica concordo all’amore al ritorno di Gesù su Israele al perdono e ad ogni cosa che hai menzionata, ma questo è un errore gravissimo, e non è da biasimare, la reazione del cristiano, che Dio benedica Israele l’ambasciatore e tutti i partecipanti, e ancora benedizione a tutto il popolo di Dio, e che il Signore ci guida e ci ammodella nel tenere alta la bandiera della nostra fede racchiusa in unico nome dato agli uomini Cristo Gesù il Signore! Un caloroso saluto nella Pace di Gesù, sorella in Cristo Maria Cageggi!

  2. Anastasia ha detto:

    Chi vuole fare polemica trova sempre qualcosa a cui aggrapparsi anche una bugia infatti la scritta Gesù è il Signore a cui si fa riferimento nel suo articolo non è stata rimossa in occasione di questo evento ma manca già da almeno due anni.
    Gesù è Signore nei nostri cuori e nelle nostre chiese non certo in virtù di una scritta appesa.
    Non perdiamo di vista la volontà di Dio per questi tempi andando dietro a discorsi vani.

    • Michele ha detto:

      Se ti riferisci a Catania la scritta è stata rimossa in occasione dell’evento e te lo dico io che facevo parte di quella chiesa fino a 6 giorni prima della conferenza e sono l’unico a non approvare pubblicamente dopo una riunione di preghiera.
      Aggiungo, qualora vi stesse sfuggendo qualcosa, che gli ebrei non stanno aspettando la venuta di Gesù in quanto gli ebrei considerano Gesù il più deleterio profeta di tutti i tempi e gli evangelici sono idolatri in quanto adorano un uomo morto cioè Gesù.

    • Michele ha detto:

      ti riferisci a Palermo o a Catania. A Palermo fino ad aprile 2017 c’era mentre a Catania è stata tolta il giorno prima. Posso dimostrarlo. documentati prima di parlare e poi la scritta è il problema più piccolo.

  3. salvatore ha detto:

    Evidentemente l’apostolo Paolo, Pietro, e i credenti del primo secolo, con Israele non erano prudenti…
    ” Il Dio di Abraamo, di Isacco e di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha glorificato il suo servo Gesù, che voi metteste nelle mani di Pilato e rinnegaste davanti a lui, mentre egli aveva giudicato di liberarlo. Ma voi rinnegaste il Santo, il Giusto e chiedeste che vi fosse concesso un omicida; e uccideste il Principe della vita, che Dio ha risuscitato dai morti. Di questo noi siamo testimoni. E, per la fede nel suo nome, il suo nome ha fortificato quest’uomo che vedete e conoscete; ed è la fede, che si ha per mezzo di lui, che gli ha dato questa perfetta guarigione in presenza di voi tutti.” ATTI 3:13-16
    “sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele che questo è stato fatto nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, che voi avete crocifisso, e che Dio ha risuscitato dai morti; è per la sua virtù che quest’uomo compare guarito, in presenza vostra. 11 Egli è
    “la pietra che è stata da voi costruttori rifiutata,
    ed è divenuta la pietra angolare”.
    In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati».” ATTI 4:10-12
    ” I Giudei infatti chiedono miracoli e i Greci cercano sapienza, ma noi predichiamo Cristo crocifisso, che per i Giudei è scandalo, e per gli stranieri pazzia; ma per quelli che sono chiamati, tanto Giudei quanto Greci, predichiamo Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio; poiché la pazzia di Dio è più saggia degli uomini e la debolezza di Dio è più forte degli uomini.” I CORINZI 1:22-25
    “Ma quanto a me, non sia mai che io mi vanti di altro che della croce del nostro Signore Gesù Cristo, mediante la quale il mondo, per me, è stato crocifisso e io sono stato crocifisso per il mondo” GALATI 6:14
    Hai ragione solo su una cosa, il problema non è una scritta tolta, quella è stato solo il culmine di un accordo insano e antibiblico.
    buona giornata

  4. Salvatore ha detto:

    Paolo forse non era prudente, ma di sicuro era un CRISTIANO!
    “Eravamo là da molti giorni, quando scese dalla Giudea un profeta, di nome Agabo. Egli venne da noi e, presa la cintura di Paolo, si legò i piedi e le mani e disse: «Questo dice lo Spirito Santo: “A Gerusalemme i Giudei legheranno così l’uomo a cui questa cintura appartiene, e lo consegneranno nelle mani dei pagani”». Quando udimmo queste cose, tanto noi che quelli del luogo lo pregavamo di non salire a Gerusalemme. Paolo allora rispose: «Che fate voi, piangendo e spezzandomi il cuore? Sappiate che io sono pronto non solo a essere legato, ma anche a morire a Gerusalemme per il nome del Signore Gesù». E, poiché non si lasciava persuadere, ci rassegnammo dicendo: «Sia fatta la volontà del Signore».” Atti 21:10-14

  5. Salvatore ha detto:

    Condivido solo questi altri versetti, a mio avviso più che mai attuali. Non aggiungerò altre risposte, non mi interessa iniziare discussioni, ma solo condividere delle personali, ma bibliche, riflessioni.
    Galati 2:11 Ma quando Cefa venne ad Antiochia, gli resistei in faccia perché era da condannare. 12 Infatti, prima che fossero venuti alcuni da parte di Giacomo, egli mangiava con persone non giudaiche; ma quando quelli furono arrivati, cominciò a ritirarsi e a separarsi per timore dei circoncisi. 13 E anche gli altri Giudei si misero a simulare con lui; a tal punto che perfino Barnaba fu trascinato dalla loro ipocrisia. 14 Ma quando vidi che non camminavano rettamente secondo la verità del vangelo, dissi a Cefa in presenza di tutti: «Se tu, che sei giudeo, vivi alla maniera degli stranieri e non dei Giudei, come mai costringi gli stranieri a vivere come i Giudei?»
    15 Noi Giudei di nascita, non stranieri peccatori, 16 sappiamo che l’uomo non è giustificato per le opere della legge ma soltanto per mezzo della fede in Cristo Gesù, e abbiamo anche noi creduto in Cristo Gesù per essere giustificati dalla fede in Cristo e non dalle opere della legge; perché dalle opere della legge nessuno sarà giustificato. 17 Ma se nel cercare di essere giustificati in Cristo, siamo anche noi trovati peccatori, vuol dire che Cristo è un servitore del peccato? No di certo! 18 Infatti se riedifico quello che ho demolito, mi dimostro trasgressore. 19 Quanto a me, per mezzo della legge, sono morto alla legge affinché io viva per Dio. 20 Sono stato crocifisso con Cristo: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me! La vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figlio di Dio il quale mi ha amato e ha dato se stesso per me. 21 Io non annullo la grazia di Dio; perché se la giustizia si ottenesse per mezzo della legge, Cristo sarebbe dunque morto inutilmente.

  6. Antonio Morra ha detto:

    L’iper-criticismo sta diventando una piaga tra gli evangelici di tutto il mondo. Un sport dei tanti seduti dietro una tastiera comodi mentre altri si affaticano (facendo sicuramente errori).

    Dio ti benedica

    Tony Morra

  7. Daniela fagone ha detto:

    Apprezzo il tuo articolo ma rimane comunque un fatto grave che non doveva accadere tra il popolo di Dio, la chiesa di Cristo è stata comunque ferita dalla mancanza di posizione dei pastori presenti ognuno si assumerà le proprie responsabilità davanti a Dio detto questo ammettere di aver commesso un errore e non giustificare porterà quella pace tra i fratelli che il nduce a perdonare secondi gli insegnamenti del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo

  8. Friday Osague ha detto:

    Condivido pienamente quanto scritto da Alessandro Iovino. Una riflessione equilibrata/obiettiva. Prego che il nostro SIGNORE Yeshua conceda saggezza a tutti noi (quelli che lo temono) affinché possiamo davvero fare la volontà Sua in questi ultimi tempi.

  9. Albano giuseppe ha detto:

    Chiedo scusa ma in tutta questa storia io ci vedo un semplice e puro conflitto di interessi , spiegazioni di fatti ormai più che noti visto la massiccia pubblicazione di video intgrali sui social, che mio parere minano e portano confusione sull’ abc del cristianesimo . Dopo aver tanto udito , da domani mi tocca rivedere il mio lessico crstiano , dire che Cristo è il massia che deve tornare e non il Re della gloria che regna, oppure da Lirio porrello schow che assolve iisraele dando la responsabilità della condanna di Gesù agli italiani del sud per giunta., emi fermo quì . Poi scusatemi ma il sottile modo di mettere a tacere il dissenzo e la denucia di fatti e affermazioni antisritturali coniando un nuovo termine quale ” iper cristianesimo ” è la prova di una volontà che mira ad avere un popolo tielido ignorante e sottomesso , ovviamente lagli uomini .

  10. Gianluca ha detto:

    Gentile Iovino,
    mi sono preso la briga di esaminare, con interesse, il tuo lungo articolo. Mi preme, però, segnalarti quella che io ritengo una tua “scortesia”, probabilmente sfuggita anche ai tuoi numerosi detrattori, rivolta nei confronti dei sig.ri Porrello ed Incontro. Ti ricordo, qualora non lo sapessi già, che hai chiamato Pastori coloro che hanno abbandonato da tempo questa funzione poiché elevati a grado di Apostoli. Oltraggio imperdonabile per il quale ti chiedo di porre rimedio, rettificando il tuo articolo e porgendo le dovute scuse.
    Come giornalista super partes, quale ti definisci, oltre ad andare a Palermo, per approfondimenti sulle “suggestive” teorie del NWO evangelico di Porrello, che sembrano affascinarti (come tu asserisci) dal punto di vista cristiano, ti chiedo di assolvere fino in fondo alla tua funzione investigativa recandoti, visto la tua visita in Sicilia, anche a Catania per un intervista al Pastore Lombardo poiché presente anch’egli a questa conferenza.
    Sarebbe, altresì, una grande occasione se l’incontro potesse svolgersi a porte aperte nella Chiesa di Via Susanna curata dallo stesso Lombardo. Non ti nascondo, senza la presunzione di rubarti il mestiere, che in quell’occasione gli porrei alcune semplici domande, quali:
    – Pastore Lombardo, lei è stato delegato dalle Adi a partecipare a questo incontro oppure è stata una sua iniziativa personale?

    – Quali saranno i risvolti pratici, dopo la sua adesione all’accordo economico – morale con il governo di Hav Hevron, all’interno della Chiesa di Via Susanna? (Sempre che la stessa l’abbia autorizzato alla firma!)

    L’elenco di interrogativi, a cui è difficile trovare delle risposte potrebbe continuare ancora a lungo, ma credo fermamente che qualora non ci fosse questo incontro, il Pastore Lombardo dovrà dare delle risposte alla propria coscienza considerando però, parole tue, l’argomento così serio, spiritualmente delicato e teologicamente complesso, che prima di arrivare a conclusioni affrettate (o firme pericolose, ndr.) si fermi a riflettere per poi studiare, sempre ed ancora di più.
    Grazie per la tua cortese attenzione.

  11. Giovanni ha detto:

    DICHIARAZIONE SOLENNE
    Nel nome dei residenti delle comunità ebraiche che vivono sul monte Hevron,
    in quella stessa terra che Abramo popolò 4000 anni fa, oggi famiglie semplici
    sono impegnate a percorre i suoi stessi passi, a seguire gli insegnamenti di
    chi legittimamente è il nostro padre spirituale.
    Gente dedicata a vivere un tragitto di carità e di amore verso
    tutto ciò che D1o ha creato e che vive giornalmente con coraggio e fede
    alla ricerca della verità. Altresì questa dichiarazione è fatta in nome
    di tutti i popoli del mondo che si dedicano a seguire i passi e gli
    insegnamenti di Abramo. Noi qui oggi con le nostre firme dichiariamo solennemente che
    sosterremo indomitamente la vera pace per Israele, combattendo il movimento di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni,
    cosiddetto BDS che non solo danneggia il popolo ebraico ma soprattutto
    osteggia il volere del nostro Signore Onnipotente.

    Dichiariamo solennemente altresì che consideriamo Har Hevron la
    culla della fede, il luogo dove nostro padre Abramo donò al mondo il credo in un Di0 Unico
    e così facendo diede luce ai concetti di fede, unità ed amore a tutta l’umanità,
    concetti che sono la vera base e fondamento del nostro credo.

    Dichiariamo solennemente che sosterremo la presenza ebraica in Har Hevron
    aiutando ad inserire persone, attività commerciali ed istituzioni in questa terra non solo santa ma sacra.
    Agiremo sempre con l’aiuto e con la protezione divina del nostro Signore Di0 Unico
    ed insieme celebreremo la sua misericordia e la sua potenza infinita.

    =====================================

    Egregio dott. Iovino, la sua analisi è sufficientemente moderata e obiettiva.

    La invito innanzitutto a vedere questo documentario

    https://www.youtube.com/watch?v=A5kfE5uDEBY&t=2614s

    This is My Land… Hebron (Italia, 2010)
    regia: Amati, Natanson
    – CANDIDATO AL DAVID DI DONATELLO 2011 COME MIGLIOR DOCUMENTARIO DI LUNGOMETRAGGIO.
    – MENIONE SPECIALE DEL SNGC, NELLA CATEGORIA DOCUMENTARI, ALL’EDIZIONE 2011 DEI NASTRI D’ARGENTO.

    Tale documentario che è un punto di vista sulla questione, suggerirebbe quanto meno prudenza nell’entrare a piedi uniti
    da parte delle comunità evangeliche italiane sulla spinosa questione delle colonie israeliane (che la gente comune ignora,
    o almeno fa finta di ignorare) cosniderate illegali dal diritto internazionale.

    Quando lei scrive
    ” “Noi vogliamo creare un movimento mondiale per collaborare con Dio nell’adempimento delle profezie degli ultimi tempi!”. L’affermazione è forte, non nascondo che mi inquieta, da un punto di vista spirituale, non poco. E mi spingo oltre: da un punto di vista cristiano mi affascina pure. Quale credente non è sensibile a queste affermazioni?”
    dovrebbe semplificare il tutto dicendo: quale credente non è sensibile al sionismo?
    Ed anche qui, molti credenti che si approcciano all’argomento in maniera superficiale, non sanno quante contraddizioni ci possano essere nell’ambito del movimento sionista.

    Infine, le faccio i complimenti per aver glissato del tutto sul dettaglio teologico ben evidenziato nella dichiarazione solenne firmata dai numerosi pastori (e a detta del conduttore,
    sembra quasi che quella firma coinvolga tutte le denominazioni con tutti i loro fedeli tout court): il Di0 Unico.
    Il Di0 Unico, non è quello trinitario che è Padre, Figlio e Spirito Santo, Unico Di0 per tutti i cristiani che tanto ci si affretta a trattare con discriminazione interconfessionale.
    Bensì Egli è il Di0 unico, indivisibile, inconoscibile ed imperscrutabile che si è rivelato nella storia dell’umanità a vari uomini prescelti soltanto e che con Abramo, primo ebreo della storia, ha stretto il patto col solenne rituale del forno fumante e della fiaccola ardente che passa fra gli animali sacrificati.

    Quel Di0 non si è mai servito della Parola per la creazione, nè manda il suo Santo Spirito per il convincimento di peccato.
    Per quanto sconcertante sono due divinità differenti. Ed i ministri, al di là di ogni retorica, hanno firmato quell’alleanza.

    Shalom

  12. Roberto ha detto:

    Carissimi,
    da membro di una chiesa evangelica mi piacerebbe, prima che qualcuno dica e sottoscriva dichiarazioni che mi riguardano personalmente, essere interpellato. I ministri di culto che sono intervenuti a questa conferenza, sono ESCLUSIVAMENTE rappresentanti dei loro membri e non dell’intero mondo evangelico italiano.
    (Servirebbe un leggero bagno d’umiltà.)
    Da credente, che non ha pretese di insegnare niente a nessuno, dico solo che: si può essere “uniti verso la radice” solamente se si ha la stessa fede su Colui che è la discendenza d’Abrahamo. (Galati 3:16)
    Non mi risulta che gli Ebrei con cui si è stretto un patto in questa conferenza abbiano la stessa nostra fede sulla Persona di Gesù.
    Anche perché, da quel che leggo nell’Epistola ai Romani 11:17, l’odierno Israele non è unito alla radice ma sono rami spezzati da essa. Mi sembra che vi siano degli evidenti contrasti Scritturali con le loro dichiarazioni e prese di posizione di codesti apostoli.
    In conclusione esprimo anche la mia personale indignazione di cittadino per come nel Parlamento Italiano possano aggirarsi indisturbati lobbisti e affaristi come il Sig. Saladino. Una persona che per personale interesse economico ha contatti con membri del Parlamento e fa evidentemente da tramite per la lobby di potere sionista.
    DA DENUNCIA.

  13. Roberto ha detto:

    Fratello Iovino,
    Lei ha scritto nella sua premessa che questo incontro “… non ha assunto nessun significato religioso: era una conferenza.”
    Allora Le chiedo, quando potrà, di approfondire con gli apostoli firmatari perché tutte le loro dichiarazioni erano intrise di versetti biblici. Avrebbero dovuto attenersi esclusivamente a dichiarazioni politico\economiche.
    Sarà stato perché alle “pecore che devono produrre il latte” serva una FALSA motivazione spirituale per farlo? …Io benedirò chi ti benedice e maledirò chi ti maledice.

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